Ansia e paura: una prospettiva bioenergetica

ore 21 – via Vallazze 82 Milano
incontro esperienziale e condivisione

A tutti noi capita di vivere momenti più o meno intensi di ansia o di paura. Tendenzialmente il corpo va verso il piacere e si allontana dal dolore: l’ansia e la paura supportano questo impulso innato, funzionando come “sistemi di allarme” che rilevano situazioni di pericolo o disagio, interne o esterne, più o meno reali. Questi stati sono fondamentali giacché ci aiutano a comprendere come ci relazioniamo alla realtà circostante, o interna, e a costruire una mappa di risposte ad esse più funzionale. Poiché al crescere del livello d’ansia e di paura decresce la capacità di fare affidamento sulla razionalità, tornare al corpo è la via più funzionale per recuperare la capacità di gestirle positivamente.

Nel corso della serata verrà presentato il punto di vista dell’Analisi Bioenergetica sull’ansia e sulla paura e verranno proposte delle tecniche di gestione dell’ansia e del panico.

Al termine della parte esperienziale ci sarà la possibilità di porre delle domande e di condividere proprie osservazioni.

Chiara Appiani, Chiara Brentan, Claudio Agosti, Cristina Clemente, Erica di Leone, Christiane Franceschini, Erika Giordano, Rosanna Lubelli, Michela Lana, Micaela Lina, Rita Reggi, Alessandra Zanardi

partecipazione gratuita – è possibile prenotarsi

info e prenotazioni siab.milano@gmail.com – tel. 3933172437

Per rilassarsi

Se vi chiediamo di rendervi conto della vostra respirazione, è solamente per aiutarvi a riuscire a respirare facilmente e liberamente; con naturalezza, senza doverci pensare.

rilassarsi


Di norma, non dovremmo neanche accorgerci che stiamo respirando. Un animale o un bambino piccolo respirano correttamente e, per farlo, non hanno bisogno né di istruzioni, né di aiuto. Il modo di respirare degli adulti invece, tende ad essere disturbato da tensioni muscolari croniche che ne alterano e limitano la portata. Tali tensioni sono il risultato di conflitti emotivi formatisi nel corso della crescita.

La classe di esercizi di bioenergetica è il contenitore non terapeutico ideale per esplorare la propria consapevolezza (o meno) del respiro. In essa vengono proposti esercizi mirati e talora essi sono associati, per chi si sente, anche alla emissione di semplici suoni. Ovviamente nel rispetto dei propri limiti, senza il giudizio di nessuno e in un ambiente protetto, altrimenti non facilmente accessibile alla maggior parte di noi.

 

Per sciogliere le tensioni

Gli esercizi infatti non sono mai svolti in senso di attività meccanica ma sempre solo rispetto al sentire nel corpo.



colloCosì il fare può sembrare a volte improduttivo, ma questo è un naturale approccio biologico ed energetico (quindi bioenergetico) nel processo di approfondimento della respirazione e nella liberazione dell’energia bloccata nelle tensioni, con il rispetto di tutte le variazioni individuali e dei tempi necessari ad ognuno. 
A volte i movimenti sono ampi ed attivi, ma la perfezione della loro esecuzione non è mai l’obiettivo. Fondamentale al concetto degli esercizi bioenergetici è che, dove c’è energia libera e libero sentire, vi seguiranno movimenti piene di grazia, e fondamentale a questa grazia è il lavoro di grounding.

Il contatto (con noi stessi)

Una delle caratteristiche qualitative della vitalità è essere in contatto. Essere consapevoli di ciò che accade dentro di voi e intorno a voi. 


Troppe persone vivono esclusivamente  nella propria testa, con pochissima coscienza di ciò che accade al di sotto del loro collo.

[Espansione ed integrazione del corpo in bioenergetica – A.Lowen, L.Lowen]

Molto spesso, specie nella nostra cultura sempre più tecnologica, narcisistica e carente di interiorità, per la maggior parte del tempo siamo in contatto con la nostra testa, i nostri pensieri, opinioni, la nostra immagine e riteniamo che questo siamo noi stessi, per poi sentirci estraniati o depressi nei momenti di solitudine. Viviamo molto nella testa e poco nel corpo senza esserne consapevoli. Confondiamo il pensare con il sentire e in un certo senso facciamo a meno del sentire. Ma i pensieri non sono i sentimenti. Il sentire è formato da percezioni sensoriali: “ogni percezione sensoriale ha inizio con una percezione del sè, cioè del proprio corpo” (che non può essere scisso dallo spirito = la carica energetica). La percezione è una funzione del sentire. Più si è vitali, ossia più alto è il livello di energia e libero il suo fluire nel corpo, più acute sono le percezioni, più entiusiasta e ottimista è l’atteggiamento nei confronti della vita.

[Esercizi bioenergetici: un mezzo di contatto  con sé stessi – Margherita Giustiniani]