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Essere è lo stato di vita del corpo

Essere è lo stato di vita del corpo. Più il corpo è vivo, più grande è l’essere. La potenzialità dell’essere è ridotta da tutte le tensioni croniche che limitano la motilità del corpo. […]
essereSe abbiamo paura di essere, di vivere, possiamo mascherare questa paura intensificando il nostro fare. Più siamo occupati, meno tempo abbiamo disponibile per sentire, essere e vivere. E possiamo ingannare noi stessi credendo che il fare sia essere e vivere. […]

Il ritmo frenetico e febbrile della vita moderna è una prova evidente della paura che abbiamo dell’essere e della vita. Fin quando questa paura esisterà nell’inconscio di una persona, essa correrà più in fretta e farà di più per non sentire la sua paura.

Alexander Lowen

Le pause e il silenzio

Affinché il Processo Bioenergetico di consapevolezza e maturazione corporea sia reso possibile il Conduttore di una Classe di Esercizi Bioenergetici dovrà imparare ad usare la sua voce il più possibile consapevolmente, dunque anche professionalmente con modalità corrette ed ottimali. Che cosa si intende con questo? […] Nel caso di una conduzione di una Classe di Esercizi Bioenergetici il messaggio dovrà essere silenzio1Sistematico ma Intermittente nel tempo: in ogni caso e per nessuna ragione Continuo anzi, il meno presente possibile. Compito non facile quello di suggerire l’esercizio in modo chiaro, grazie a spiegazioni esaurienti, ma con poche limitatissime parole. […] Affinché ogni partecipante alla Classe posso entrare in un personale processo di riconoscimento del proprio movimento energetico e nel piacere ad esso associato, deve apprendere a sapersi ascoltare, a sentirsi entrando in contatto con la proprio a energia e libertà di movimento, con i proprio suoni e d i proprio sospiri, la propria “musicalità” nel silenzio.

[La memoria del corpo – Mariantonia Gobbi]

La respirazione

Una buona respirazione è essenziale ai fini di una salute vibrante. Attraverso la respirazione, riceviamo l’ossigeno per alimentare la fiamma delle nostre combustioni metaboliche e queste a loro volta ci forniscono l’energia di cui abbiamo bisogno. […]

respirare1Se vi chiediamo di rendervi conto della vostra respirazione, è solamente per aiutarvi a riuscire a respirare facilmente e liberamente; con naturalezza, senza doverci pensare. […] Di norma, non dovremmo neanche accorgerci che stiamo respirando. Un animale o un bambino piccolo respirano correttamente e, per farlo, non hanno bisogno nè di istruzioni, nè di aiuto. Il modo di respirare degli adulti invece, tende ad essere disturbato da tensioni muscolari croniche che ne alterano e limitano la portata. Tali tensioni sono il risultato di conflitti emotivi formatisi nel corso della crescita.

Gli esercizi di respirazione sono di un certo aiuto, ma nulla fanno per alleviare le tensioni e ripristinare le modalità della respirazione naturale. Perchè ciò avvenga, si devono capire tali modalità, si deve sapere perchè vengono alterate e imparare ad allentare le tensioni che ne danneggiano il funzionamento naturale. […]

La respirazione è anche in relazione con la voce. Per emettere un suono bisogna spostare l’aria attraverso la laringe. E finchè si emette un suono si può essere certi che si respira. Purtroppo, molti sono inibili nell’emissione di qualsiasi suono. Taluni sono vittime dell’adagio secondo il quale i bambini dovrebbero essere visti, ma non sentiti. […]

Nell’attività bioenergetica vi sono altre due norme. Non trattenete il respiro Lasciate che la respirazione si sviluppi spontaneamente. Se da un lato non vogliamo che forziate il respiro, vogliamo però che vi rendiate conto di quanto non state respirando. Se vi rendete conto che state trattenendo il respiro, emettete un suono. Fatevi udire.

respirare2

Se emettete un sospiro, fate che sia udibile.

(Espansione e integrazione del corpo in Bioenergetica – A.Lowen, L.Lowen)

La classe di esercizi di bioenergetica è il contenitore non terapeutico ideale per esplorare la propria consapevolezza (o meno) del respiro. In essa vengono proposti esercizi mirati e talora essi sono associati anche alla emissione di semplici suoni. Questo per chi si sente, ovviamente nel rispetto dei propri limiti, senza il giudizio di nessuno e in un ambiente protetto, altrimenti non facilmente accessibile alla maggior parte di noi.

Il grounding e la fissazione

Lowen definisce la fissazione come il conflitto emotivo che immobilizza un individuo combattuto fra due sentimenti opposti, entrambi inespressi a causa dell’esistenza dell’altro. C’è un legame, in opposizione, fra Grounding e fissazione.  Il Grounding si può anche definire come il “tirare giù una persona sulla terraferma.

Essere radicati è il contrario di essere fissati o “appesi” (hang up)” (pagg. 169-170, Bioenergetica, A.Lowen). Tra i motivi per cui è tanto difficile trovare un buon Grounding c’è infatti “la fatica  ad accettare il sentimento della tristezza, associato al “lasciarsi andar giù”. In tutti gli individui fissati o “appesi” c’è una tristezza profonda che preferiscono  non affrontare (Bioenergetica, A.Lowen)”. In questo senso fissazione e illusione sono sinomini: poca aderenza alla realtà.  

La fissazione ha un corrispettivo somatico nella postura della metà superiore del corpo. Molti  individui condividono quella detta “dell’appendiabito”. “Le spalle sono sollevate e un po’ squadrate, capo e collo sono inclinati in avanti. Le braccia pendono sciolte dalle articolazioni e il mento è anch’esso sollevato” (pag.163, Bioenergetica,  A.Lowen). Il conflitto sottostante, secondo Lowen, è quello fra il sentimento della paura (cui si è stati sottoposti in modo continuativo) e la negazione di questo stesso sentimento. Uno degli strumenti per la cura della depressione della terapia bioenergetica consiste proprio nel fornire di Grounding il paziente, lavorando per dissipare così le sue illusioni.

 

Il grounding e lo sguardo

Gli occhi costituiscono quasi sempre il più importante canale di comunicazione di una persona. Sia per quello che riguarda le informazioni che per le emozioni. “Gli occhi sono specchio dell’anima”, recita l’adagio cui anche Lowen fa riferimento più volte nei suoi scritti. È tale poi l’attenzione che questi rivestono all’interno della teoria della bioenergetica che sono citati e descritti nei vari tipi caratteriali.

sguardo1Dal punto di vista del Grounding offrono a ciascuno la possibilità di capire immediatamente, sempre dove si è. Nella prassi, alla ricerca del Grounding, di oscillare continuamente con l’attenzione fra il dentro e il fuori, fra quello che sentiamo di noi stessi, dei segnali dal/del nostro corpo e quello che invece sono gli stimoli esterni, gli occhi sono il canale di comunicazione privilegiato sulla realtà esterna. Il conduttore di classi esperto riesce a valutare la qualita’ del grounding di ognuno anche dal suo sguardo.

Gli occhi sono anche un’importante strumento di Grounding con le emozioni di un altro individuo anche grazie a una loro peculiarità. Attraverso essi possiamo riuscire a far sentire l’altra persona vista! 

Attraverso gli occhi poi si piange! Il pianto è un segnale molto manifesto delle emozioni che ci animano. Il pianto (quello singhiozzante) è addirittura uno degli strumenti terapeutici e guaritori della terapia bioenergetica.

Nel microcosmo della classe, come pure nel quotidiano privato, ci si può accorgere che allontanare lo sguardo da qualcosa o qualcuno ha un significato. Spesso può dire di una momentanea difficoltà ad entrare in contatto con le emozioni dell’altro o con quelle che l’altro ci suscita. Consapevolizzarlo e’ sempre prezioso e ci aiuta a stare, anche stare più vicino alle persone che amiamo.