Il grounding e la fissazione

Lowen definisce la fissazione come il conflitto emotivo che immobilizza un individuo combattuto fra due sentimenti opposti, entrambi inespressi a causa dell’esistenza dell’altro. C’è un legame, in opposizione, fra Grounding e fissazione.  Il Grounding si può anche definire come il “tirare giù una persona sulla terraferma.

Essere radicati è il contrario di essere fissati o “appesi” (hang up)” (pagg. 169-170, Bioenergetica, A.Lowen). Tra i motivi per cui è tanto difficile trovare un buon Grounding c’è infatti “la fatica  ad accettare il sentimento della tristezza, associato al “lasciarsi andar giù”. In tutti gli individui fissati o “appesi” c’è una tristezza profonda che preferiscono  non affrontare (Bioenergetica, A.Lowen)”. In questo senso fissazione e illusione sono sinomini: poca aderenza alla realtà.  

La fissazione ha un corrispettivo somatico nella postura della metà superiore del corpo. Molti  individui condividono quella detta “dell’appendiabito”. “Le spalle sono sollevate e un po’ squadrate, capo e collo sono inclinati in avanti. Le braccia pendono sciolte dalle articolazioni e il mento è anch’esso sollevato” (pag.163, Bioenergetica,  A.Lowen). Il conflitto sottostante, secondo Lowen, è quello fra il sentimento della paura (cui si è stati sottoposti in modo continuativo) e la negazione di questo stesso sentimento. Uno degli strumenti per la cura della depressione della terapia bioenergetica consiste proprio nel fornire di Grounding il paziente, lavorando per dissipare così le sue illusioni.