Il grounding e lo sguardo

Gli occhi costituiscono quasi sempre il più importante canale di comunicazione di una persona. Sia per quello che riguarda le informazioni che per le emozioni. “Gli occhi sono specchio dell’anima”, recita l’adagio cui anche Lowen fa riferimento più volte nei suoi scritti. È tale poi l’attenzione che questi rivestono all’interno della teoria della bioenergetica che sono citati e descritti nei vari tipi caratteriali.

sguardo1Dal punto di vista del Grounding offrono a ciascuno la possibilità di capire immediatamente, sempre dove si è. Nella prassi, alla ricerca del Grounding, di oscillare continuamente con l’attenzione fra il dentro e il fuori, fra quello che sentiamo di noi stessi, dei segnali dal/del nostro corpo e quello che invece sono gli stimoli esterni, gli occhi sono il canale di comunicazione privilegiato sulla realtà esterna. Il conduttore di classi esperto riesce a valutare la qualita’ del grounding di ognuno anche dal suo sguardo.

Gli occhi sono anche un’importante strumento di Grounding con le emozioni di un altro individuo anche grazie a una loro peculiarità. Attraverso essi possiamo riuscire a far sentire l’altra persona vista! 

Attraverso gli occhi poi si piange! Il pianto è un segnale molto manifesto delle emozioni che ci animano. Il pianto (quello singhiozzante) è addirittura uno degli strumenti terapeutici e guaritori della terapia bioenergetica.

Nel microcosmo della classe, come pure nel quotidiano privato, ci si può accorgere che allontanare lo sguardo da qualcosa o qualcuno ha un significato. Spesso può dire di una momentanea difficoltà ad entrare in contatto con le emozioni dell’altro o con quelle che l’altro ci suscita. Consapevolizzarlo e’ sempre prezioso e ci aiuta a stare, anche stare più vicino alle persone che amiamo.