Wilhelm Reich

Wilhelm Reich (Dobrzcynica,24 marzo 1897 – Lewisburg, 3 novembre 1957), fondatore della vegetoterapia orgonica, per un certo periodo terapista e maestro di Alexander Lowen.


Wilhelm Reich ebbe una vita personale e professionale ricca di emozioni e piena di contrasti. Non a caso una delle sue biografie porta il titolo di “Fury on Earth”. Medico, psichiatra e psicoanalista austriaco intorno agli anni ’20 divenne allievo di Sigmund Freud dal quale già giovanissimo venne invitato a dirigere il Seminario di Tecnica Psicoanalitica di Vienna. La stima e la reciproca collaborazione continuarono sino al 1927, anno dell’iscrizione di Reich al Partito Comunista e della pubblicazione del libro “La funzione dell’orgasmo”.

Fu spesso un personaggio orgoglioso e scomodo. Vide bruciare i propri scritti non solo in Germania all’avvento del nazismo, ma anche nel 1957 nello stato democratico per eccellenza: gli Stati uniti d’America.

“Reich tende a ‘identificare’ la salute psichica con la liberazione della sessualità; passando sul piano “politico”, questa teoria da psicologica diventa sociologica e condanna la società dell’epoca, vista come borghese e oscurantista. Reich riesce così a coniugare Marx e Freud, accusando la classe dominante di mantenere l’ordine sociale (e con esso la propria supremazia) reprimendo il libero manifestarsi dell’energia sessuale.”

Nell’ultima parte invece della propria vita risultò personaggio scomodo per la teoria dell’orgone, cioè del quantum unitario energetico della libido freudiana. Energia che permea l’intero universo e che se “ben diretta” avrebbe potuto secondo Reich curare il cancro come pure cambiare le condizioni atmosferiche di una certa zona. In internet esistono non pochi siti che si occupano seriamente o meno di energia orgonica prendendo spunto dalle intuizioni del suo teorizzatore. Sono anche disponibili le istruzioni per costruirsi un accumulatore di energia orgonica.

Grazie al discredito dei coevi (e non solo), l’evidente originalità e “grandiosità” di alcune sue tesi, ad alcuni di noi certe idee di Reich possono sembrare troppo curiose per meritare credito. Tuttavia anche a detta di quello che per noi è il suo più illustre allievo, Alexander Lowen, a Reich dobbiamo delle intuizioni in campo psicoterapeutico rivoluzionarie. Convinzioni che ormai moltissimi psicoterapeuti odierni considerano scontate derivano dalle sue idee tanto osteggiate allora.

Non ci interessa in questa sede sottolineare le numerose innovazioni introdotte da Reich rispetto alle teorie freudiane. Riserviamo però un breve accenno solo a ciò che ci sembra abbia avuto poi un’echo fondamentale nel lavoro di A. Lowen. Rispetto alle tecniche psicoanalitiche degli anni ’20 Reich si oppone alla modalità attendista di affrontare il blocco, considerandola una perdita di tempo, tempo che potrebbe essere utile ad altri pazienti. Diviene quindi necessario acquisire i messaggi del paziente anche quando questi non sono verbali, cioè rivolgendo l’attenzione ai messaggi corporei involontari. Reich supera il confine, il taboo, del contatto corporeo fra l’analista e il suo paziente e sempre riguardo al corporeo, durante le proprie sedute, allo scopo di favorire vissuti emotivi rimossi, utilizza anche esercizi fisici.

Reich per primo postula e verifica l’identità funzionale fra mente e corpo. Esiste cioè secondo lui una corrispondenza fra gli atteggiamenti cristallizzati psichici di un individuo e i suoi blocchi muscolari cronici. L’armatura caratteriale ha il suo corrispondente somatico nell’armatura muscolare di una persona. Il carattere è il miglior sistema organizzato che un individuo è riuscito a trovare nel corso della propria esperienza contro il “sentire” le sensazioni e le emozioni che ha ritenuto troppo dolorose.